Visite dal 15/12/2011

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi1504
mod_vvisit_counterIeri1285
mod_vvisit_counterQuesta settimana1504
mod_vvisit_counterUltima settimana28237
mod_vvisit_counterQuesto mese74655
mod_vvisit_counterUltimo mese27715
mod_vvisit_counterVisite totali3502400

We have: 69 guests online
Your IP: 23.22.240.119
 , 
Oggi: 22 Gennaio 2018

ORA ESATTA

Fai una donazione

Grazie per il vostro contributo!

Enter Amount:

Sito registrato in


Home Note culturali Restauri Restauro dell'organo "CARELLI" - Novi Velia

Restauro dell'organo "CARELLI" e riapertura della Cappella "SANTO PIETRO" - NOVI VELIA

Ho preso questo spazio per informare la comunità novese e tutti coloro che sono amanti della storia e dell'arte di due recuperi importanti che stiamo portando a termine. Anche se già l'ho fatto in altra sede vorrei ringraziare tutti coloro, di Novi e non solo, che hanno mostrato una grande disponibilità nel collaborare all'acquisto della "S. Maria dei Greci". Sembrava un sogno ma oggi è una realtà che sarà custodita e valorizzata nel miglior dei modi, ma questo sarà un altro progetto di cui avremo modo di parlarne.

Con molte probabilità, se non ci sono intoppi, nel mese di dicembre e precisamente in occasione delle feste patronali riapriremo la cappella di "Santo Pietro", così riconosciuta dalla gente, ma più precisamente dalle notizie storiche raccolte da don Carlo Zennaro (in Breve storia di Novi), la cappella è intitolata ai SS. Pietro e Paolo. Questa notizia è fondata per diversi motivi. Primo: sulla porta laterale della cappella c'è una maiolica molto antica che ci presenta la Madonna tra i due apostoli. L'altro dato fondamentale è la tela attualmente situata nella navata destra della chiesa parrocchiale sulla quale, nonostante la carenza di colore, se guardata bene si scorgono San Pietro e San Paolo con il loro segni distintivi (chiavi e spada) tra alcuni soldati (probabilmente fa riferimento al loro arresto) e sostenuti dalla protezione dall'alto della Vergine con il bambino e alcuni angeli.

Nel giorno dell'inaugurazione, grazie anche al contributo CEI (Conferenza Episcopale Italiana) che ha finanziato un sistema di allarme, la tela tornerà al suo posto.

La cappella è stata restaurata in economia grazie al contributo gratuito delle ditte di Novi che hanno risposto al mio invito del 4 agosto 2009 (le ditte di: Antonio Aloia, Giuseppe Alfonso Meola, Carmelo Musto, Nicola Iannuzzi, Giuseppe Tortorella e Gerardo e Antonio Tortorella), ma in modo particolare ringrazio la ditta Carmelo Musto che per sorteggio si è aggiudicata il lavoro.

La data di fondazione della cappella risale al 1665. Dalla relazione della Visita Pastorale compiuta nel 1683 dal vescovo Andrea Bonito si apprende che fu fatta costruire dal "dottor fisico" Andrea Coccelli in un fondo annesso al proprio palazzo. Nella relazione di una successiva Visita Pastorale del vescovo Agostino Odoardi del 1730 si legge che contribuì alla fondazione il fratello del dottor fisico Coccelli, il rev.do don Tommaso Coccelli e che la stessa cappella fu istituita erede universale nel testamento di un nipote dei due, il dottor fisico Giuseppe Coccelli, nel 1707. La chiesa fu utilizzata come cappella vescovile per tutto il periodo in cui i vescovi ebbero la loro residenza a Novi nell'attiguo palazzo (1600-1872). Essa però continuò ad essere officiata fino al 1940. La cappella era arredata da diversi suppellettili (pisside in argento, candelabri in ottone, ecc.) conservati ancora oggi presso la Parrocchia. Il soffitto era un tavolato decorato completamente distrutto a causa dell'abbandono. Anche alcuni stucchi del '600 si sono persi per la stessa ragione.

Inoltre, originali sono le porte dipinte, che sono state di recente restaurate gratuitamente dall'equipe della restauratrice Rosa Anzani di Vallo. Ciò che resta del pavimento antico, cotto maiolicato di pregiata bellezza e valore storico, e recuperato per la lungimiranza di don Carlo Zennaro, sarà riposizionato nella cappella come testimonianza.

Alla fine degli anni '80 si riuscì a fare un primo recupero sulla copertura, rifatta a travetti e tavole lamellari e ricoperta di coppi e sull'intonaco, abbozzato con rete metallica che né aumentò lo spessore. Il lavoro fu pagato dal nostro vescovo Mons. Favale (euro 30.000,00), Da allora tutto è rimasto fermo. Oltre alla ditta che ha eseguito i lavori ringrazio tutti coloro che hanno dato il loro contributo gratutito: la sig.ra Rosetta Sparano (Materiali Ricchiuti) per aver fornito il materiale, la ditta Ogliaruso Giannino per la parte elettrica, il falegname Giuseppe Iannuzzi per la realizzazione dell'infisso in legno, Giuseppe Guida per la tinteggiatura e Cilento Color per il materiale.

Sull'organo non mi voglio dilungare troppo ma informare semplicemente che abbiamo ricevuto un piccolo contributo, sempre dalla CEI, di euro 15.409,00. È una somma esigua di fronte all'importo totale preventivato euro 108.782,43. (Il progetto completo comprende il restauro della parte fonica, della parte lignea e della cantoria). Per quanto concerne i contributi CEI la spesa ammissibile è solo per il restauro della parte fonica (euro 51.364,00 ). Ora per non perdere questa somma è necessario un piccolo sforzo da parte nostra e tenendo presente il fondo cassa della parrocchia per un totale di euro 5.000,00, (offerte, risparmi e stand antichi suoni), dobbiamo raccogliere circa 30.000,00 euro. Rendendomi conto della situazione economica attuale, chiedo un aiuto anche ai nostri enti locali affinché la nostra "Opera" giunga a buon fine.

don Aniello Panzariello

Share/Save/Bookmark