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Home Ceraso Note S. Sumino

S. SUMINO

Sulla nascita di S. Sumino non abbiamo cenni storici. Da una ricerca ancora in corso, azzardiamo delle ipotesi: il temine latino sumen, suminis significa parte ricca e fertile di un territorio. Un’altra ipotesi, risale ai codici longobardi, che menzionano un diacono di nome Summinus (Summinus diaconus interfui Summinus diaconus aduocatus interfui et subscripsi).

Queste notizie non pretendono di dare certezze, ma sono frutto di una curiosità storica sull’origine della contrada e possono essere da stimolo a qualcuno che vuole intraprendere una vera ricerca.

Le prime notizie certe risalgono al 1899 quando i genovesi Antonio e Giovanni Ravera, sfruttando i vasti castagneti presenti nella zona, impiantarono a S.Sumino una fabbrica per l’estrazione del tannino, usato in medicina e per la concia delle pelli.

L’industria si sviluppò in modo  sorprendente grazie all’ingente  aumento di richieste che arrivarono anche dall’estero, soprattutto dall’Inghilterra e dalla Germania.

Ebbe anche il merito di  frenare il problema dell’emigrazione che in quel periodo era particolarmente sentito in tutto il Cilento. Alle dipendenze della ditta vi erano oltre 500 operai distribuiti nelle varie fasi della lavorazione.

L’opera di Ravera fu talmente importante da ricevere un riconoscimento nazionale quando fu insignito dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro.

Quando i boschi di legname della zona si esaurirono la ditta si trasferì a Catanzaro Marina.

Oggi, dell’antico impianto sono visibili  i soli pilastri.

Inoltre in ricordo del Cavaliere del Lavoro Antonio Ravera  è stata dedicata una via di S.Sumino. 

(da Pietro Ebner, Storia di un feudo del Mezzogiorno, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1973 pp.441-444)

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