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Home Note culturali Documenti Ceraso, San Biase Gli affreschi della Chiesa parrocchiale di San Biase

Convegno: Tra storia e arte. Gli affreschi della Chiesa parrocchiale di San Biase

Il quattro e cinque febbraio 2006 hanno visto coinvolta la comunità parrocchiale di San Biase, in un evento unico nel suo genere: un convegno che ha celebrato il ritrovamento e il restauro degli affreschi nella Chiesa Parrocchiale. Tutto inizia, quasi per caso, con dei lavori di manutenzione ordinaria, alla nicchia che custodiva la venerata immagine del Santo Protettore. Avvertite le autorità competenti, subito sono state messe in atto una serie di iniziative tese al recupero e alla valorizzazione di questo autentico "tesoro nascosto" della terra cilentana. Grazie alla premura e alla tenacia del parroco, don Aniello Panzariello, e alla disponibilità e all'entusiasmo dell'intera comunità parrocchiale, una importante testimonianza della nostra storia e del patrimonio artistico, è stata consegnata, in tutta la sua leggiadra bellezza, alla fruizione del pubblico.

Terminati i restauri, la Comunità Parrocchiale e civile di San Biase, ha voluto celebrare questo evento con una riflessione storico - artistica da condividere con amici, cultori di storia locale, innamorati del nostro Cilento.

Il Convegno, organizzato in collaborazione con la Diocesi di Vallo della Lucania e l'Amministrazione del Comune di Ceraso, ha visto alternarsi relazioni di valenti storici locali ed esperti di storia dell'arte.

Don Carmine Troccoli, docente di Storia della Chiesa presso l'ISSR di Vallo della Lucania e l'Istituto Teologico Salernitana, che, anche in qualità di Rettore del Santuario della Madonna del Monte di Novi, da tempo offre competenti e ricchi studi sulla presenza del monachesimo basiliano nel Cilento, ci ha riportato ai tempi della pacifica colonizzazione delle nostre terre da parte degli anacoreti e cenobiti di rito greco, la cui presenza ha influito enormemente sulla formazione religiosa e socio-culturale del popolo cilentano. Una presenza, quella dei monaci basiliani, ancora oggi riscontrabile in molti toponimi della zona di influenza del Santuario di Novi, tra cui lo stesso San Biase; è nota, infatti, la particolare venerazione che gode tra gli Orientali il grande Martire di Sebaste. Gli abbondanti dati storici forniti da mons. Troccoli, hanno costituito il punto di partenza di una interessante lettura sociologica da parte del secondo relatore, il ch.mo prof. Don Luigi Rossi, docente di Storia moderna presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Salerno. Il prof. Rossi, che pur impegnato in studi di ben più ampio respiro, si è più volte cimentato in ricerche di storia locale, individuava più di un parallelismo tra l'epoca di colonizzazione dei monaci greci ed il presente; in entrambi casi, osservava l'arguto studioso, ci troviamo di fronte all'assenza dell'autorità centrale, occasione per il ritorno da protagonista dello pre-statale.

La seconda giornata, di carattere più squisitamente tecnico - artistico, ha visto la presenza della dott.ssa Romano, della Sovrintendenza ai Beni Culturali, che da anni si preoccupa della tutela del patrimonio storico-artistico del basso salernitano.

L'intervento del prof. F. Abate, della Università di Lecce, attraverso uno studio comparativo tra gli affreschi di San Biase e altri disseminati nel territorio a sud di Vallo della Lucania (ad es. gli affreschi di San Filippo di Agira in Laurito), ha consentito ai presenti, esperti e non, di leggere con strumenti adeguati questo manufatto tardo-gotico. Ha suscitato entusiasmo e stupore l'interpretazione particolare dell'elemento centrale dell'affresco. La relazione del prof. Abate permetteva, alla fine, di individuare i presunti autori degli affreschi di San Biase, in maestranze di artisti locali.

Le due restauratrici, le Signore Trotta ed Anzani, ci hanno guidato nelle fasi del restauro, partecipando con la stessa trepidazione alle scoperte piacevoli che il procedere del restauro aveva consentito di fare. Coadiuvate da una presentazione multimediale, le due restauratrici ci hanno condotto dai primi interventi consolidativi alla pulitura del manufatto, alla scoperta di alcune stratificazioni precedenti e successive agli affreschi di cui godiamo la visione attualmente. I risultati dei restauri hanno fornito al prof. Abate la possibilità di confermare le ipotesi sulla datazione degli affreschi.

L'uditorio, sempre attento e ben disposto, ha manifestato più di una volta, l'apprezzamento agli interventi di così amabili relatori. L'iniziativa della Comunità Parrocchiale di San Biase può essere, a buon diritto, additata ad esempio per la tenacia e la lungimiranza; l'impegno profuso, lo sforzo economico, sono dimostrazione della forza di volontà e del coraggio che la presenza ecclesiale suscita in un contesto socio-culturale, considerato dai massimi sistemi, come marginale.

La passione per la propria storia, per le radici cristiane, l'amore alla bellezza che si esprime attraverso la valorizzazione delle espressioni artistiche, tipiche della fede cristiana, patrimonio fondante della nostra cultura, possono rappresentare quella leva necessaria al riscatto sociale del territorio cilentano. La lezione dei monaci basiliani, il loro impegno per la promozione del bene sociale, nata da quel contatto vivo e fecondo con la Bellezza Eterna, vive ancora oggi nella cuore e nel profondo delle coscienze del nostro popolo.

don Carlo Pisani - responsabile dell'ufficio Beni Culturali della Diocesi

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